Giuseppe Tartini

Fu uno dei maggiori violinisti del suo periodo, molto stimato anche come compositore pre- classico e originale teoretico musicale. Il suo stile fu influenzato maggiormente dal maestro barocco Arcangelo Corelli, e viene classificato come compositore rococň per via del suo frequente uso di trilli e ornamenti di ogni tipo.

Nacque a Pirano in Istria, il 12 aprile del 1692. Il padre, Gianantonio, originario di Firenze, si stabili a Pirano probabilmente per via delle sue attivitŕ di commercio. La madre, Caterina Zangrado, era di una delle piů antiche famiglie nobili di Pirano. Il giovane Giuseppe entrň dapprima alla scuola dell\'Oratorio di San Filippo Neri, ma essendosi ben presto distinto per le sue brillanti disposizioni, fu inviato a Capodistria per completare i suoi studi al collegio dei padri delle scuole. Ha probabilmente frequentato anche l\\\'accademia piranese I Virtuosi, che riuniva i cittadini educati in dibattiti sulla musica, arte e letteratura. I suoi genitori avevano minoriti, ma non creduto di poterlo far entrare come francescano nel monastero dei potendo riuscirvi, lo mandarono, nel 1710, all\'Universitŕ di Padova per studiarvi la giurisprudenza e intraprendere la carriera di avvocato. Li si innamoro di una damigella a cui dava lezioni e che sposň poi in segreto. Questo matrimonio gli attirň la collera dei genitori che l\'abbandonarono al suo destino. Tartini si trovň, pertanto, tanto piů imbarazzato, visto che appartenendo sua moglie alla famiglia del vescovo di Padova, aveva da temere la persecuzione di quest\'ultimo. Non gli restň altra scelta che lasciarla a Padova e fuggire a Roma, travestito da pellegrino. Non trovando sicurezza in nessun luogo, errň di cittŕ in cittŕ. Il convento dei minoriti ad Assisi, gli offrě infine un asilo sicuro contro l\'ira del cardinale.

Dimorň due anni in questo monastero e si applicň allo studio del violino. Le lezioni di padre Boemo, celebre organista di questo convento, completarono la sua iniziazione all\\\'arte della musica. In questo periodo si applico anche allo studio della teoria acustica. Il periodo seguente e scarsamente documentato; e noto che ha suonato con diverse orchestre teatrali e come solista, e che si ritirň ad Ancona per dedicarsi allo studio del violino.

Nel 1721 fu messo a capo dell\'orchestra di Sant\\\'Antonio di Padova, senza audizioni, il che dice qualcosa della reputazione che lo precedeva. Visse per un breve di che segui il suo periodo piů creativo, vissuto periodo anche a Praga, dopo per maggior parte a Padova, dove ha riassunto il ruolo di capo orchestra al Sant\' Antonio. Nel 1728 fondo a Padova la famosa Scuola delle nazioni, e pochi maestri hanno formato tanti buoni allievi, provenienti da tutta Europa. Lo si chiamava perciň Il maestro delle nazioni. Morě a Padova, il 26 febbraio del 1770. Č sepolto nella chiesa di Santa Caterina, del fatto testimonia una lapide commemorativa sulla facciata della chiesa.

Lasciň dietro di se un ampio repertorio di composizioni: attorno a 130 concerti e oltre 170 sonate per il violino. Compose sopratutto per il violino. Il suo pezzo piů celebre č il Trillo del Diavolo. La leggenda racconta che lo visitň nel sonno il Diavolo in persona, suonando il violino e che svegliandosi ha immediatamente annotato la melodia. Č cosě che si dice venne scritta una delle piů celebri e piů difficili composizioni europee per il violino.